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Bacheca

Saluto a don Franco


21 luglio 2012

Caro don Franco, ti ringraziamo per i valori umani, cristiani e sociali che hai saputo trasmetterci,      per averci sempre accolti come un fratello, per averci sostenuto nella fede, nella speranza e nella carità, per averci educato all’ascolto della Parola, per averci aiutato a vivere nella ricerca dell’amore di Dio e del prossimo.

Ci mancherà il tuo modo semplice, schietto e diretto di relazionarti, la disponibilità all’ascolto e al dialogo, la discrezione, il sostegno e la correzione fraterna delle nostre debolezze.

Solo quando qualcuno non è più vicino a noi ci accorgiamo di quanto sia importante, ci rendiamo conto del triste vuoto lasciato.

Chiediamo scusa se talvolta non abbiamo compreso, o forse osteggiato, i tuoi messaggi, ma «se un prete non ha nemici, non è un prete» perché, come Gesù, deve essere anche «segno di contraddizione».

Apprezziamo la tua fermezza nell’opporti ai compromessi, nell’irrompere nelle coscienze cercando di comprendere e far comprendere il bene e il male, la verità e la menzogna, l’amore e l’egoismo, il servire e non il servirsi del Vangelo.

Preghiamo il Signore di illuminarti e di darti la forza per intraprendere il nuovo, difficile ministero pastorale a cui sei stato chiamato.

Caro don Franco, ti vogliamo bene, e la lontananza non potrà fugare quei sentimenti di stima e di affetto che nutriamo nei tuoi confronti. Vieni a trovarci, ti accoglieremo sempre con grande gioia.

I tuoi parrocchiani


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Luglio 2012 00:07 )

 

Santa Petronilla Martire

Santa Petronilla Martire

31 maggio

Sec. I

Anche per santa Petronilla, come per molti santi dei primi secoli, nonostante abbia avuto un culto così diffuso, abbiamo scarse notizie. Quello che è certo che era sepolta nel cimitero di Domitilla nei pressi o nell'ambito della Basilica sotterranea delle catacombe: le fonti archeologiche indicano la più antica testimonianza in un affresco del IV secolo tuttora esistente in un cubicolo dietro l'abside della basilica sotterranea, costruita da papa Siricio tra il 390 e il 395, che raffigura Veneranda introdotta in paradiso, tenuta per mano da una fanciulla al cui fianco è scritto «Petronella Mart(yr)». Secondo la «Passio» dei santi Nereo ed Achilleo composta nel VI secolo Petronilla sarebbe stata figlia di san Pietro e sarebbe morta naturalmente, quindi non martire come invece è segnalato nell'affresco. Il corpo di Petronilla sarebbe rimasto nel cimitero di Domitilla a Roma, fino al 757 quando papa Paolo I lo trasportò insieme al sarcofago che lo conteneva, nella basilica vaticana. (Avvenire)

Etimologia: Petronilla = di luogo petroso, dal latino

Emblema: Chiavi, Palma

Martirologio Romano: A Roma nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina, santa Petronilla, vergine e martire.

 

 alt

 

Come per tanti santi della prima era cristiana, anche in questo caso vi sono notizie discordanti sulla ‘Vita’.
Anche per s. Petronilla nonostante che abbia avuto un culto così diffuso, abbiamo notizie dubbiose sulla sua esistenza. Quello che è certo che era sepolta nel cimitero di Domitilla nei pressi o nell’ambito della Basilica sotterranea delle catacombe, le fonti archeologiche indicano la più antica testimonianza in un affresco del IV secolo tuttora esistente in un cubicolo dietro l’abside della basilica sotterranea, costruita da papa Siricio tra il 390 e il 395, che raffigura Veneranda introdotta in un paradiso fiorito di rose, tenuta per mano da una fanciulla col capo coperto e al cui fianco è scritto “Petronella Mart(yr)”.
D’altra parte abbiamo le notizie tratte dalla ‘Passio’ dei santi Nereo ed Achilleo composta nel V-VI sec. ma di poco valore storico, che afferma che Petronilla sarebbe figlia di s. Pietro e sarebbe morta naturalmente dopo aver ricevuto la Comunione dalle mani del presbitero Nicomede, quindi non martire come invece è segnalato nell’affresco, comunque nel narrare la vita dei santi Nereo ed Achilleo l’agiografo del V sec. dice che dopo morti furono sepolti nel cimitero di Domitilla presso il sepolcro di Petronilla, questo concorda con le fonti archeologiche.
L’attribuzione di figlia di s. Pietro che comunque nei secoli è rimasta tale, deve essere scaturita dalla somiglianza dei nomi Pietro e Petronilla. Il suo corpo sarebbe rimasto nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina a Roma, fino al 757 quando papa Paolo I adempiendo una promessa del suo predecessore Stefano II lo trasportò insieme al sarcofago che lo conteneva, nella basilica vaticana.
Carlo Magno nell’anno 800 visitò e venerò la cappella a lei dedicata con grande partecipazione di soldati e popolo. Grande venerazione e devozione le ha da sempre tributato la Francia che l’ha eletta sua principale patrona e protettrice perché come Petronilla è considerata figlia di s. Pietro, così la Francia è la figlia primogenita della Chiesa romana e quindi di Pietro.
E’ stata raffigurata ed onorata da artisti insigni in tutti i secoli; nella Basilica Vaticana un mosaico è al disopra dell’altare di una cappella che le competeva quale patrona di Francia nella più grande chiesa della cristianità.
Siena ebbe particolare devozione per lei, la quale è raffigurata in una predella di Sano di Pietro, intenta a servire a tavola il padre e in un altro quadro s. Pietro è intento a curarla dalla paralisi.
Il nome Petronilla deriva da Petronio che a sua volta deriva dal latino della gens Petronia che significa “proveniente da una località pietrosa”, il diminutivo è Nilla. – Festa il 31 maggio.


Autore: Antonio Borrelli

 

Tratto da: http://www.santiebeati.it/dettaglio/55450

Ultimo aggiornamento ( Domenica 11 Novembre 2012 02:29 )

 


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