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Società

La strada diritta

9 novembre 2013

Il Papa e l'uscita dal marciume

Disonesta ricchezza, pane sporco. La corruzione ci sta in tavola, che possia­mo fare? La giustizia che noi tutti conce­piamo e reclamiamo, tutti, è che se non si riesce a far osservare spontaneamente le giuste regole, deve almeno venire il mo­mento di rendere il conto. Possiamo chia­marlo il momento della verità, riconoscen­za o vendetta, e i nostri riti processuali di­cono d’esser fatti per questo. E a questo ten­dono, pur zoppicanti e tardivi quanto sono, gravidi di castighi come nuvole nere, e a vol­te esorbitanti ed errabondi, sopra un pano­rama già irreparabilmente devastato dal­l’ingiustizia compiuta. L’onestà è un altro sogno, è un’altra nostal­gia.

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Quel vuoto angoscioso di un’adolescenza bruciata

6 novembre 2013

Dai Parioli all’Aquila una sequenza di fragilità

Il tempo delle mele per loro è finito prima di cominciare. Quindici e sedici anni; ma gli psicologi che le hanno incontrate, dopo che il tappo è saltato, spiegano che si percepiscono molto più grandi. Ventenni nel corpo, nei desideri e nelle ambizioni: le borse firmate, le scarpe di tendenza, i telefonini di ultima generazione. Vogliono merce da esibire, solo così si sentono felici e non sanno invece che riempiono soltanto i vuoti.

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La parabola "delle tangenti"

08 Novembre 2013

di Vincenzo Rini

FRANCESCO E IL ''PANE SPORCO''
 
Il messaggio è forte e chiaro: la tangente è "peccato grave"; "un’abitudine mondana e fortemente peccatrice", che "sporca il mondo a partire dalla famiglia". Un messaggio che si rivolge direttamente, quasi sfrontatamente, ai figli. A loro chiede di ribellarsi ai genitori che offrono un benessere sporcato dalle tangenti
 
altPane al pane e vino al vino. Che potrebbe essere la traduzione popolare del detto evangelico “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no”. È questo lo stile di Papa Francesco, che va dritto al nocciolo della questione, chiamando le cose con il loro nome. Non adeguandosi allo stile mondano - a volte anche clericale - di addolcire le verità amare usando non parole vere, ma termini nuovi che rivestono di zucchero o di coloranti vari la verità per non sembrare scortesi e, quindi, per non rischiare di offendere qualcuno e di farsi, così, dei nemici. Dire e non dire. Dire per non dire.

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Sorpresa Censis: Gli italiani? Tutti più francescani...

07 Novembre 2013

di Giovanna Pasqualin Traversa

Si sta diffondendo una sorta di "papafrancescanesimo" e aumenta la voglia di altruismo. La valutazione del presidente Giuseppe De Rita: "La società sembra migliorata rispetto a vent’anni fa… ma dov’è che le persone fanno gruppo, aggregazione, coltivano speranze di vita?". Le riflessioni di Massimo Franco ("rischio di una sindrome da scorciatoia") e Goffredo Fofi ("la politica è morta")
 
altItaliani più buoni? Forse, ma è altruismo autentico o solo una fase di stallo dell’egoismo dovuto alla stanchezza e al logorio della competizione? E quanto c’entrano l’elezione di Papa Francesco e la crisi in corso? A chiederselo sono stati ieri pomeriggio a Roma Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera; Goffredo Fofi, saggista e critico cinematografico; Giuseppe De Rita, fondatore e presidente del Censis che ha ospitato il dibattito. Occasione, l’indagine “I valori degli italiani 2013. Il ritorno del pendolo”, elaborata dall’Istituto e presentata dal ricercatore Giulio De Rita.

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IL LAVORO CHE NON C'È. Orribili le polemiche sulla pelle dei giovani

05 Novembre 2013

di Nicola Salvagnin

Il caso del botta e risposta sul cosiddetto "bonus giovani" è un esempio da evitare come la peste. Verrebbe voglia di mandarli a quel paese tutti i tromboni che in queste ore filosofeggiano e magari sono già pronti a cavalcare la ribellione sociale. Licenziamoli pure. Per giusta causa
 
altUn milione settecentomila posti di lavoro. Tanti sono quelli bruciati da questi cinque-sei anni di crisi economica in Italia. Molte decine di aziende come la Fiat che chiudono i battenti, anche se la morìa di posti ha imperversato soprattutto nelle medio-piccole aziende. Quasi tutte, comunque, hanno seguito una cura “dimagrante” nel personale; pochissime hanno assunto, soprattutto qui in Italia.
 
È questa la dimensione del disastro occupazionale che colpisce soprattutto le fasce più giovani della popolazione; un disastro aggravato dagli effetti della riforma delle pensioni ideata dall’ex ministro Elsa Fornero, che ha allungato di molti anni la soglia dell’età pensionabile. Aggiungiamoci il settimo anno consecutivo di blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, e soprattutto l’utilizzo distorto della fu “legge Biagi” come strumento non per far crescere le opportunità lavorative, ma per dequalificare economicamente soprattutto i giovani lavoratori, e la situazione da drammatica rischia di diventare esplosiva.

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