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Siria . LA FURIA DELLA GUERRA DOVE PREDICÒ SAN PAOLO


Cinque milioni di sfollati, due milioni di profughi e centomila morti tra i civili. La violenza sta annientando la Siria, distruggendo le case e lasciando deserte le località in cui si spese il grande evangelizzatore...

Un'immagine di San Paolo in una celebrazione a lui dedicata a Damasco

 

La piccola e antichissima cappella di Sant’Anania, nel cuore della città vecchia di Damasco, è desolatamente vuota. Qualche fedele locale della vicina parrocchia latina di Bab Touma partecipa alla Messa quotidiana. Ma lo scorso primo ottobre, memoria liturgica dell’«uomo giusto» presso la cui abitazione san Paolo recuperò la vista e divenne cristiano, non ci sono stati pellegrini. Nel piccolo cortile antistante il santuario, affidato ai Frati minori della Custodia di Terra Santa, il modesto negozio di souvenir è sbarrato. E neppure stazionano davanti al cancello i piccoli venditori ambulanti di cartoline. Nelle case addossate l’una all’altra, molte delle quali danneggiate, si vive con il fiato sospeso, mentre non lontano, verso la direttrice che conduce all’aeroporto, si odono i fragori della battaglia.

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Siria, il racconto di Domenico Quirico: la presenza di Dio non mi ha mai abbandonato

11/09/2013

alt“La presenza di Dio non mi ha mai abbandonato”. Così Domenico Quirico, inviato de La Stampa, racconta ai nostri microfoni i 152 giorni di prigionia in Siria. Ieri, il premier italiano, Enrico Letta, parlando alla Camera della difficile situazione siriana ha ricordato il cronista e il gesuita padre Paolo dall’Oglio, ancora in mano ai gruppi armati. Tra le fila dei sequestrati, figurano anche due vescovi di Aleppo, due sacerdoti e oltre 24 giornalisti, tra siriani e straneri.

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La lettera del Papa a Putin

A Sua Eccellenza
Il Sig. Vladimir PUTIN
Presidente della Federazione Russa  

Nell’anno in corso, Ella ha l’onore e la responsabilità di presiedere il Gruppo delle venti più grandi economie mondiali. Sono consapevole che la Federazione Russa ha partecipato a tale Gruppo sin dalla sua creazione e ha svolto sempre un ruolo positivo nella promozione della governabilità delle finanze mondiali, profondamente colpite dalla crisi iniziata nel 2008.  

Il contesto attuale, altamente interdipendente, esige una cornice finanziaria mondiale, con proprie regole giuste e chiare, per conseguire un mondo più equo e solidale, in cui sia possibile sconfiggere la fame, offrire a tutti un lavoro degno, un’abitazione decorosa e la necessaria assistenza sanitaria.
La Sua presidenza del G20 per l’anno in corso ha assunto l’impegno di consolidare la riforma delle organizzazioni finanziarie internazionali e di arrivare ad un consenso sugli standard finanziari adatti alle circostanze odierne.
Ciononostante, l’economia mondiale potrà svilupparsi realmente nella misura in cui sarà in grado di consentire una vita degna a tutti gli esseri umani, dai più anziani ai bambini ancora nel grembo materno, non solo ai cittadini dei Paesi membri del G20, ma ad ogni abitante della Terra, persino a coloro che si trovano nelle situazioni sociali più difficili o nei luoghi più sperduti.

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Tornare a scuola in Siria

05 settembre 2013

altQuasi 5 milioni di sfollati interni: basterebbe questo dato per ricordare che la guerra in Siria c’è già, e da lungo tempo, e ha sconvolto un Paese di 20 milioni di persone. Non c’è Stato al mondo (tranne la Colombia) che abbia un numero così grande di persone che, per motivi di sicurezza, hanno dovuto abbandonare le loro case e ripararsi in altre zone del territorio nazionale. Non sono ufficialmente rifugiati, come chi fugge all’estero, ma vivono lo stesso dramma.

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"La mia Siria in ginocchio Una generazione di bambini senza domani"

02 settembre 2013

di Asmae Dachan

Il drammatico racconto di una giornalista freelance italo-siriana attraverso i campi profughi e le città bombardate. Un viaggio pieno di rischi, ma necessario "per non far morire la verità". Ad Aleppo la situazione è desolante: la città è divisa in zone in mano ai ribelli e in altre sotto il controllo del regime. Le strade principali sono interrotte da posti di blocco e sui punti più alti della città sono appostati i cecchini. Macerie ovunque. La popolazione convive con le esplosioni e gli spari.

altA ventinove mesi dall’inizio della repressione in Siria sono finalmente riuscita a organizzare il mio primo viaggio nella martoriata terra delle mie origini. Due settimane in cui ho visitato campi profughi e centri di riabilitazione in Turchia e altri campi profughi, centri d’accoglienza e città bombardate all’interno del territorio siriano, tra la periferia di Idlib, la città di Sarmada e la millenaria città di Aleppo, che ha dato i natali ai miei genitori.

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