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Mondo

Reportage dalla Siria. Le bombe, i rapimenti dei cristiani, le chiese attaccate.

 

03 marzo 2013

di Rodolfo Casadei

Ribelli e islamisti da una parte. Regime dall’altra. Mentre tutto scorre indifferente 200 persone cadono ogni giorno. E i cristiani fuggono. Viaggio a Damasco sotto una pioggia di bombe.

 

altReportage da Damasco. Rania ha solo 21 anni, ma come tutti gli abitanti di Damasco è già scesa a patti con la morte: «Continueremo a vivere come abbiamo sempre fatto, e se dobbiamo morire moriremo. Un ragazzo di cui ero amica da cinque anni è andato a combattere coi ribelli ed è stato ucciso. Non ho provato alcun dispiacere: il governo ci permette di frequentare l’università gratuitamente, che diritto abbiamo di ribellarci?», dice questa brillante studentessa di ingegneria, prima ragazza del suo corso. Parole raccolte il giorno dei funesti attentati di Mazraa e Barzeh, dove due autobombe hanno stroncato la vita di 52 persone, fra loro molti studenti di una scuola media, e una terza che doveva sopraggiungere sulla folla attirata dalla precedente esplosione miracolosamente non è deflagrata perché il conducente è rimasto ferito nella manovra di avvicinamento senza poter innescare la sua bomba.

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La guerra sconosciuta nel sud della Thailandia


02 marzo 2013

di Roberto Catalano

Dal 2004 un conflitto sanguinoso contrappone l'esercito di Bangkok ai ribelli separatisti musulmani nelle province di Narathiwat, Yala e Pattani. Vittime sono stati soprattutto insegnanti. Ora un trattato di pace che ha come intermediario la Malaysia sembra aprire nuove strade al dialogo
 

Thailandia. Un soldato controlla la piazza

Della situazione difficile che da anni semina terrore e morte nel sud della Thailandia in Europa si parla poco. In effetti, dal 2004 è in corso un conflitto sanguinoso fra l’esercito di Bangkok e i ribelli musulmani nelle province di Narathiwat, Yala e Pattani, fino al secolo scorso, parte di un sultanato musulmano Malay indipendente. L’annessione alla confinante Thailandia ha provocato la lotta separatista.

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Onu: serve accordo Usa-Russia per risolvere la crisi in Siria


01/03/2013

altAll’indomani del vertice degli “Amici della Siria” non mancano critiche e polemiche per quanto deciso dagli 11 Paesi che sostengono la "Coalizione nazionale siriana", l’opposizione ad Assad. A preoccupare soprattutto lo stanziamento, voluto da Washington, di 60 milioni di dollari da destinare ad aiuti umanitari e militari, ma solo ai fini dell’addestramento dei ribelli. Dura la reazione di Mosca che ammonisce: l’esito del summit incoraggia gli estremisti a prendere il potere con l’uso della forza. Dal canto suo, il mediatore di Onu e Lega Araba Brahimi definisce un accordo tra Usa e Russia come unica via possibile per uscire dalla crisi. Intanto sul campo proseguono le violenze: i ribelli hanno accusato il regime di Assad per un massacro di civili – 72 persone – avvenuto lunedì in un villaggio nei pressi di Aleppo.

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Darfur, 10 anni fa lo scoppio del conflitto che ha diviso i due Sudan


26/02/2013

altEsattamente dieci anni fa, scoppiò il conflitto in Sudan che ha determinato la nascita del Sud Sudan. Una guerra che allora provocò 300 mila vittime, oltre due milioni di sfollati e una crisi umanitaria definita dagli esperti “la più importante al mondo”. Ancora oggi, resta difficile la situazione in Darfur, regione contesa tra i due Stati, e negli ultimi giorni sono nuovamente scoppiati scontri tra tribù rivali. Dall’inizio di gennaio, sono oltre 500 i morti e 900 i feriti. Recentemente, è stato presentato un rapporto sul Paese africano: “Sudan, Darfur 10 anni dopo”.

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NIGERIA. Nel regno di Boko Haram


di MATTEO FAGOTTO– foto di ALEX MASI

Jos, capitale dello Stato del Plateau, è l'epicentro dei sanguinosi scontri interreligiosi che stanno martoriando la Nigeria. I terroristi legati ad al-Qaeda soffiano sul fuoco. E cristiani e musulmani, un tempo fratelli, oggi si odiano.

Una scuola elementare pubblica in un quartiere della città di Jos abitato soltanto da musulmani.

Una scuola elementare pubblica in un quartiere della città di Jos abitato soltanto da musulmani (foto ALEX MASI).

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