English French German Italian Japanese Portuguese Spanish

Home Rassegna Stampa Mondo

Mondo

Quale Brasile attende il Papa?

18/07/2013

altNelle settimane scorse il Brasile che accoglie la Gmg è stato scosso da una serie di proteste con migliaia di persone che sono scese in piazza nelle maggiori città del Paese, per manifestare contro la corruzione, il costo della vita e lo sperpero di denaro per i Mondiali di calcio del 2014 e per chiedere più investimenti nell’istruzione e nella sanità. Le proteste sono avvenute durante la Confederation Cup a dimostrazione che il calcio non riesce più a “narcotizzare” i problemi che attraversa il Paese.

Leggi tutto...

 

Manifestazioni storiche. Ma l'Egitto non è diviso in due

1 luglio 2013
 
In oltre 17 milioni hanno risposto all'appello di "Tamarod" per chiedere le dimissioni del presidente Morsi e nuove elezioni. Ora si attende lo scadere dell'ultimatum: Morsi dovrà dimettersi entro le 17 (ora locale) del 2 luglio. Per padre Rafiq Greiche, portavoce dei vescovi copto-cattolici, "l'Egitto non è un Paese spaccato in due: oggi abbiamo un 15% della popolazione, fatta d'islamisti, che sono a favore del presidente, e c'è un 85% del popolo che è contro Morsi". L'impegno delle Chiese


alt

Uno tsunami umano, una marea di bandiere nazionali, centinaia di migliaia di cartellini rossi, per dire con una metafora calcistica, al presidente Morsi, “Erhal!” (vattene), “Sei espulso!”. Una manifestazione che passerà alla storia dell’Egitto come la più imponente della sua storia e, in modo particolare, dalla rivolta della primavera araba che portò alla caduta di Mubarak. Il popolo dei “ribelli” ha risposto con entusiasmo all’appello di “Tamarod” (la Rivolta) e, il 30 giugno, in oltre 17 milioni si sono riversati nelle piazze di tutto l’Egitto per chiedere le dimissioni di Morsi e nuove elezioni.

Una forte volontà popolare. C’erano tutti, a piazza Tahrir, al Cairo, storico simbolo della rivolta, studenti, magistrati, famiglie, anziani, donne, associazioni, sindacati, lavoratori. Insieme sono sfilati pacificamente in quello che si pensa possa diventare il “giorno del giudizio” del presidente della Fratellanza musulmana dimissionato da oltre 23 milioni di firme raccolte da “Tamarod”. Un anno fa Morsi era stato votato solo da 12,23 milioni di egiziani... Una preponderanza numerica e vociante che non ha intimorito i circa 20mila sostenitori di Morsi radunati nei pressi della moschea di Rabaa al-Adawiya, molti dei quali armati di spranghe, decisi a far rispettare la legittimità del voto. E, alla sera, lo scontro si è avuto lasciando sul campo 7 morti e più di 600 feriti.

Leggi tutto...

 

BRASILE. Il risveglio del popolo ad una nuova coscienza

 

22 giugno 2013

Solidarietà e sostegno dei vescovi brasiliani che, in una nota, chiedono di "Ascoltare il grido che viene dalle strade". Per i presuli, "le mobilitazioni chiamano in causa tutti noi e testimoniano che non è più possibile vivere in un Paese con tanta disuguaglianza". E ancora: "La soluzione dei problemi che il popolo brasiliano sta vivendo sarà possibile soltanto con la partecipazione di tutti"


alt

“Ascoltare il grido che viene dalle strade”. Così s’intitola la nota dei vescovi brasiliani in merito alle manifestazione che stanno infiammando in questi giorni il Brasile. Le prime proteste sono nate per i rincari delle tariffe dei trasporti pubblici. Ma la vittoria contro questi aumenti non ha fermato gli indignados brasiliani, che sono scesi nuovamente in strada per far sentire la propria voce anche contro le faraoniche spese per le opere dei Mondiali di calcio del 2014 e gli altri grandi eventi sportivi che hanno tolto risorse vitali a settori storicamente arretrati come sanità, istruzione e trasporti. Un milione di persone si è riversato per le strade di Rio de Janeiro, ma le proteste continuano anche nelle altre città. Intanto si contano anche le prime vittime.

Leggi tutto...

 

Paura e repressione (non solo) a Istanbul. Ma la libertà è più forte

12 giugno 2013
 
​«Nessuna società – scriveva Karl Popper in La società aperta e i suoi nemici – può predire scientificamente il proprio futuro livello di conoscenza». Non a caso l’eterna tentazione di ogni satrapia è quella di chiudere la bocca a chi protesta e di convogliare il consenso attraverso canali giudicati sicuri, come i giornali, le televisioni e le stazioni radio, che ogni regime autoritario può più facilmente limitare, condizionare e controllare (molto dipende dai giornalisti che ci lavorano, dagli editori e dalla fedeltà dei lettori...). Ma la piazza virtuale che in anni recenti si è venuta a creare con la nascita dei social network come Facebook e come Twitter è senza confini e soprattutto non è condizionabile. Da Fidel Castro a Gheddafi, da Mubarak a Bashar al-Assad, passando per la Cina e in qualche misura anche la Russia, tutti i regimi che ostentano un simulacro di democrazia, ma nascondono nella realtà una filigrana autoritaria, hanno orrore del flusso incontrollabile che passa per Internet. Per questo lo vietano, lo condizionano, lo censiscono, in casi estremi addirittura lo oscurano.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Giugno 2013 17:19 )

Leggi tutto...

 

MALI. C'era una volta Timbuctù


di ANNA POZZI, foto di BRUNO ZANZOTTERA PARALLELOZERO

Moschee, mausolei, biblioteche e, soprattutto, oltre 20 mila manoscritti antichi: questo il tesoro dell'antica città maliana definita «la regina della sabbia» che è stato distrutto dagli islamisti in fuga. Tale patrimonio testimoniava la vitalità di un islam colto, aperto, ospitale. Un fantasma del passato, ormai?

Alcuni tuareg nel deserto, non lontano dalla città maliana

Alcuni tuareg nel deserto, non lontano dalla città maliana (foto BRUNO ZANZOTTERA PARALLELOZERO).

C'è sempre voluta molta pazienza e tenacia per arrivare a Timbuctù. Sia che si viaggiasse da nord, dal deserto arido e insidioso, sia che si risalisse da sud, solcando le acque solo apparentemente indolenti del fiume Niger. Timbuctù è una città che si lasciava conquistare a fatica, per poi conquistarti con il suo fascino. Oggi la città dei 333 santi, patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco, è solo una città conquistata e brutalizzata, violentata e ridotta a poco più che un ammasso di macerie.

Leggi tutto...

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Avanti > Fine >>

Pagina 5 di 47
Cerca nel sito
Visite
Oggi32
Questo Mese964
Totali (dal 15/01/2011)138637