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ARGENTINA. Padre Pepe, «cura» contro il paco

 
 
«Che cosa vuol dire essere un cura villero? Le faccio un esempio: da poco la pioggia ha allagato la villa (baraccopoli) dove vivo. La mia casa si è riempita d’acqua. Proprio come il resto del quartiere. Così, abbiamo preso il coraggio a quattro mani e il secchio con due e ci siamo messi a raccoglierla. Tutti insieme». Non è cambiato padre José Di Paola, meglio conosciuto come «il padre Pepe». Ha lo stesso sorriso franco, gli occhi fermi e il modo di parlare colorito di 5 anni fa, quando la stampa "scoprì" la lotta "rivoluzionaria" di questo sacerdote allegro quanto determinato contro il paco. Nelle nostre discoteche – e non solo – dilagano droghe sintetiche e cocaina. Gli scarti della lavorazione della polvere bianca vengono, invece, smerciati nel Sud del mondo e in particolare in quelle periferie dimenticate dell’America Latina che cambiano nome a seconda del Paese. A Rio sono favelas, a Bogotà barrios, a Buenos Aires villas miserias. Microcosmi dove «il paco è depenalizzato di fatto». È stata questa frase scritta in un documento della Vicaria delle villas miserias dell’arcidiocesi porteña nel 2009 – a catapultare padre Pepe sulla ribalta mediatica. O meglio le conseguenti minacce dei narcos contro il sacerdote. L’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio – che aveva sostenuto il testo dei curas villeros – decise di rendere pubblica la notizia per proteggere Pepe, di cui aveva sempre supportato l’impegno. Da quel momento, il sacerdote è diventato l’emblema del cura villero. Tanto da avere ispirato anche il regista Pablo Trapero nella realizzazione del film L’elefante bianco, presentato nel 2012 a Cannes. «Non esageriamo. Non sono mica Ricardo Darín», scherza.

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Nagasaki. Messa del cardinale Turkson: il perdono, primo passo per la pace

09/08/2013

altPerdonare è il primo passo da compiere per ricevere la vera pace, dono di Dio. Questo il punto centrale dell’omelia del cardinale Turkson, pronunciata oggi a Nagasaki, in Giappone. Il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace si trova nel Paese asiatico per partecipare alle commemorazioni delle vittime dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, avvenuti il 6 ed il 9 agosto 1945.

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Hiroshima, il card. Turkson: bomba atomica, ferita spaventosa dell’umanità

06/08/2013

altLa bomba atomica su Hiroshima fu una “ferita spaventosa” inflitta all’intera famiglia umana: lo ha detto il cardinale Peter Turkson, visitando il Memoriale della Pace della città giapponese, dedicato alle vittime del bombardamento atomico avvenuto il 6 agosto del 1945. Il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace rimarrà fino a venerdì prossimo in Giappone per partecipare all’iniziativa “Dieci giorni per la pace”, promossa dalla Conferenza episcopale locale, in memoria delle vittime dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki.

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PRIMAVERE ARABE. La fioritura sociale continuerà, ma...

27 Luglio 2013

di Patrizia Caiffa
 
altSono giorni di scontri, violenze, tensione e proteste nei Paesi della costa sud del Mediterraneo. Dall'Egitto alla Tunisia, senza trascurare la Libia. Ne abbiamo parlato con l'esperto di relazioni internazionali Pasquale Ferrara, segretario generale dell'Istituto universitario europeo.

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Kazakistan, l'amico scomodo

19 luglio 2013

altIl rimpatrio forzato della famiglia del principale oppositore politico kazako ha portato all’Italia il rischio di una crisi di governo e accuse di mancata tutela dei diritti umani. Il Kazakistan, anche se poco conosciuto, è diventato un Paese centrale negli equilibri energetici mondiali. La vicenda mostra che, ancora una volta, gli interessi economici prevalgono sui diritti civili.

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