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Filippine: i poveri muoiono fuori dall’ospedale perché non possono pagarsi le cure

26/11/2013

altLe conseguenze del terremoto e del tifone Hayan che hanno colpito la popolazione delle Filippine continuano ad aggravarsi anche a causa delle pessime condizioni delle varie strutture ospedaliere, tra le quali l’ospedale di Cebu dichiarato inagibile in seguito ai danni riportati ad alcune delle travi principali dell’edificio. La struttura - riferisce l'agenzia Fides - è stata “trasferita” nella caserma locale dei vigili del fuoco, riaperta una settimana fa, e può accogliere solo emergenze con una capacità di soli 100 posti letto.

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PER FAVORE, SVEGLIATE IL MONDO

di FEDERICA TOURN

LE STRAGI IN SIRIA, I RISCHI PER IL LIBANO, LO STALLO TRA ISRAELE E PALESTINA, LA FUGA DEI CRISTIANI DAL MEDIORIENTE. E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE RESTA A GUARDARE. FORTUNA CHE – DICE ELIAS CHACOUR – C’È PAPA FRANCESCO.

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"Gaza merita di vivere!" Grido di dolore

09 Novembre 2013

di Daniele Rocchi

LA STRISCIA MUORE...
 
Il direttore della Caritas di Gerusalemme, padre Raed Abusahlia, racconta le drammatiche condizioni di vita della popolazione della Striscia governata da 7 anni dagli islamisti di Hamas. Mancano combustibile, energia elettrica, l'acqua potabile. E all'embargo israeliano si è aggiunto quello egiziano che ha distrutto i tunnel dove transitavano prodotti e merci
 
alt“Gaza non deve essere dimenticata! La situazione sta peggiorando sempre di più. Dopo la seconda rivoluzione egiziana, quella che ha deposto il presidente Morsi, le gallerie che collegavano Gaza all’Egitto sono state quasi tutte distrutte su input del governo e la popolazione non ha più possibilità di far entrare prodotti e merci necessari alla vita quotidiana”. Padre Raed Abusahlia è il direttore di Caritas Gerusalemme e al Sir fa il punto delle condizioni di vita nella Striscia, all’indomani della creazione, a Gerusalemme, di una task force formata da una dozzina di organizzazioni umanitarie cattoliche che dovrà stilare un quadro preciso delle emergenze e dei bisogni della popolazione, cristiana (solo 1700 fedeli di cui meno di 300 cattolici) e non, della Striscia. “Lunga 45 chilometri e larga da sei a dodici, con il suo milione mezzo di abitanti, ma c’è chi dice che siano due, Gaza - ribadisce il direttore - è la più grande prigione del mondo a cielo aperto. Il livello di miseria è altissimo specie ora che all’embargo israeliano si è aggiunto il blocco egiziano”.

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IRAQ. CRISTIANI A RISCHIO ESTINZIONE


A dieci anni dalla fine del regime, in Iraq meno della metà degli 800 mila cristiani sono rimasti in patria. E c’è chi pronostica la loro sparizione entro il 2020. «Il mondo chiude gli occhi, ma non possiamo restare in silenzio», dice Joseph Kassab, attivista in esilio.

 

Il muro sfondato di una chiesa in iraq

 

Cerco di difendere il più possibile i cristiani iracheni perseguitati, non solo perché lo sono stato io stesso, ma perché la fede in Cristo mi ha insegnato ad aiutare chi è nel bisogno». Si presenta così, raggiunto da Credere al telefono negli Stati Uniti, Joseph T. Kassab: 61 anni, medico di origine irachena, capo dei ricercatori di un’azienda americana di nanotecnologie, è una delle personalità della diaspora arabo-cristiana, in prima linea nella battaglia per il rispetto della libertà di religione e delle minoranze nei Paesi a maggioranza islamica.

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Il dramma dei migranti che cercano di passare negli Usa: la testimonianza di padre Solalinde

19/10/2013

altE’ passato un anno da quando padre Alejandro Solalinde Guerra è venuto in Italia per raccontare la sua vita in difesa dei migranti che attraversano il Messico e tentano di attraversare il confine con gli Usa. Padre Alejandro, nello Stato messicano di Oaxaca, dirige il rifugio per migranti “Hermanos en el Camino”. Un ostello dove trovano riparo honduregni, guatemaltechi, salvadoregni, nicaraguensi. A un anno di distanza la situazione non è affatto migliorata. Queste persone sono ancora preda della violenza delle bande organizzate, spesso in collusione con le forze di sicurezza. Vittime principali, oltre alle donne, i minori non accompagnati, in questo anno aumentati fino ad arrivare a essere circa il 25% delle migliaia di persone che in un anno si fermano all’ostello. La maggior parte dei ragazzini sono indigeni del Guatemala, o poveri dell’Honduras. Padre Solalinde, che dopo le numerose minacce di morte è stato posto sotto la protezione delle autorità messicane, è in questi giorni a Roma, al fianco Amnesty International Italia.

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