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Cultura

I limiti che l'intelligenza ha ma non sempre sa riconoscere

9 ottobre 2013

Senza cuore, non serve aver testa

Sono tanti i modelli, le forme, le interpretazioni, le definizioni di intelligenza. Ci sono l’intelligenza logico-matematica, linguistica, musicale, artistica, sociale, manuale, intrapersonale. Rientrare sotto uno di questi modelli favorisce l’individuo fin dai primi banchi di scuola per dopo, quando nel tempo l’intelligenza si va combinando con l’apprendimento sicuro, la capacità di ragionamento, la memoria e la facilità/abilità di linguaggio, fargli trovare aperta qualche buona porta. Se poi la persona intelligente si rende partecipe del grande dono ricevuto, il saperlo impiegare, investire, distribuire, migliora tutt’intorno uomini e cose. In teoria, quantomeno, è così. Nella pratica, avendo davanti a sé più di un percorso possibile, l’intelligenza può sbagliare strada così come può eccedere nella cura di se stessa a scapito di altre basilari qualità umane: la bontà, la generosità, l’altruismo, il rispetto del prossimo, l’educazione. Essere intelligenti è molto, ma non è tutto. L’intelligenza può portare presunzione. Può rendere superbi e allontanare dal divino. Non per niente, quando si tratta di pregare, l’intelligenza non serve. Per parlare con Dio, non è richiesto il mio QI (quoziente d’intelligenza) e anzi, più testa io penso di possedere e più, pregando, mi devo sentire chiamato ad abbassarla.

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Merton, i quattro nemici della poesia

7 ottobre 2013

La visione del monaco come colui che adempie la vocazione “poetica” tra gli uomini in maniera distintiva suggerisce qualche disamina di ciò che Thomas Merton ha da dire sulla poesia. Se tuttavia si va alla ricerca nella sua opera di definizioni della poesia o del poetico, a volte si potrà restare parzialmente delusi: come hanno spesso intuito i teologi, è piuttosto difficile fornire definizioni positive di ciò che ha più importanza. È possibile che si finisca per definire più chiaramente ricorrendo a negazioni, dicendo di cosa non si sta parlando.

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Islam: è ancora primavera

5 ottobre 2013

altOgni religione deve essere ripensata secolo per secolo, Paese per Paese, secondo le circostanze di tempo e di luogo. Il cristianesimo lo ha fatto e lo sta facendo, con esiti buoni o meno buoni. Così dovrebbe avvenire anche per l’islam. Il problema con i fondamentalisti è questo: dicono che il Corano è disceso dal cielo su Muhammad che lo ha trasmesso, e che il Corano è eterno. I cristiani dicono che la Bibbia è opera divina, ma attraverso strumenti umani.

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La scommessa di Papa Francesco

3 ottobre 2013

Anticipiamo in queste colonne la parte conclusiva di “Un papa dalla fine del mondo”, l’ultimo capitolo del volume “La sorpresa di papa Francesco. Crisi e futuro della Chiesa” che Andrea Riccardi ha appena mandato nelle librerie (Mondadori, pagine 210, euro 17,00). Il nuovo libro dello storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio ed ex ministro, parte dal momento di crisi che anche la Chiesa cattolica sta attraversando e il cui culmine è giunto con un’altra “sorpresa”: le dimissioni inaspettate quanto deflagranti di Joseph Ratzinger. Atto di coraggio estremo dal quale è scaturita, sostiene Riccardi, un’altra novità assoluta: quella dell’elezione del primo Papa extraeuropeo, della scelta di chiamarsi, per primo, col nome del Poverello di Assisi.

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La forza e le radici

02 ottobre 2013

La fatica ci attanaglia? Le energie vanno cercate nella profondità

Sarà la crisi coi suoi debiti che ci fiacca, sarà una vita sempre più frenetica che – volenti o nolenti – ci tocca fare, sarà che certe notizie dai palazzi o cose che vedi per strada spezzano il respiro, sarà l’aver risalito settembre tra lavoro e speranza e disillusione, sarà anche il senso di sfiducia e di facile lamento che alligna nel Paese, ma di fatto sembra proprio che la fatica in giro sia tanta. La fatica, proprio quell’ombra contro cui l’uomo cosiddetto moderno ha lottato con tutte le forze prodigiose di invenzione, di rivoluzione sociale, di organizzazione. Per cacciarla, per eliminarla... Inventando marchingegni, protesi e supporti sempre più sofisticati per evitare la fatica fisica che lo piegava spesso in lavori tremendi.

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