English French German Italian Japanese Portuguese Spanish

Home Rassegna Stampa Cultura

Cultura

Da quell’«io sono mia» alle giovani donne di nessuno

15 novembre 2013

Baby-prostitute: soprattutto vicenda di oggetti presenti e padri assenti

Quella delle baby-prostitute è in fondo una storia fatta di presenze troppo ingombranti e di grandi assenze. Oggetti presenti, padri assenti.

Gli oggetti la fanno da padroni in queste vicende. Abbiamo visto ragazze che si fanno oggetto per possedere sempre più oggetti. L’ideologia femminista ha tanto parlato della donna-oggetto vedendone il suo riscatto nel motto programmatico "io sono mia", ma proprio qui stava l’errore interno al suo discorso, un errore logico per il quale le pur giuste istanze sociali portate avanti dal movimento non arrivavano al loro compimento: proprio quello stesso tentativo di sottrarre la donna alla condizione di oggetto la fissava paradossalmente ad essa.

Leggi tutto...

 

Vauchez: Medioevo al femminile

13 novembre 2013

INTERVISTA

alt«Una delle ragioni per cui Francesco d’Assisi continua ad interessare così tanto la nostra epoca è legata probabilmente al fatto che viviamo in società per certi aspetti simili alla sua. Egli visse in un’epoca di forte crescita del divario fra ricchi e poveri. Un’epoca, come la nostra, di nuovi poveri».

Parlare con il grande medievista francese André Vauchez, classe 1938, non significa solo risalire il fiume dei secoli, ma pure comprendere meglio il nostro. L’ex direttore dell’Ecole française a Roma (1995-2003), membro dell’Accademia dei Lincei e appassionato dell’Italia, dove ha trascorso quasi vent’anni, è adesso insignito del prestigioso Premio Balzan, che riceverà a Berna venerdì 15 novembre, insieme con gli altri premiati, Manuel Castells per la sociologia, Alain Aspects per l’informazione e la comunicazione quantistica, Pascale Cossart per la ricerca sulle malattie infettive. Nel suo appartamento parigino, rievoca alcuni temi cari, come la santità medievale, le grandi mistiche, il profetismo cristiano, il poverello di Assisi. «Non è un caso», dice sull’arrivo del nome Francesco al soglio di Pietro.

Leggi tutto...

 

Bignami del politicamente corretto

13 novembre 2013

di Giuliano Guzzo

http://www.libertaepersona.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/PC.jpgBenvenuti nell’epoca del lessico zuccheroso, del detto ma soprattutto del non detto, della velatura preventiva verso ogni espressione che odori anche solo lontanamente – orrore – di verità. Benvenuti, insomma, nell’epoca del politicamente corretto, delle menti obbedienti a leggi non scritte ma osservate, ahinoi, da quasi tutti. Leggi accomunate dal paradigma onnicomprensivo dell’opportunità, per il quale non esistono più il buono o il cattivo, ma solo ciò che è conveniente e ciò che non lo è. Accade così che alcune parole – ritenute inopportune a priori, per quel che dicono e quel che sottendono – subiscano una censura progressiva fino ad essere, ormai, pressoché definitiva. Quali sono queste parole? L’elenco sarebbe lungo, ma è importante tenerne a mente almeno una decina, il salvagente più affidabile per fare sempre – sia che si stia discutendo con un collega, un amico o col vicino di casa – la figura della persona perbene e al passo coi tempi. E’ altresì fondamentale capire come queste parole siano, di fatto, la sostituzione di altre ritenute superate, o addirittura pericolose.

Leggi tutto...

 

Prete in fabbrica, non prete-operaio

12 novembre 2013

TESTIMONIANZE

altEntrai in fabbrica assieme a una trentina di terremotati del Belice, il 5 febbraio 1968. Il vescovo era intervenuto discretamente presso il direttore della Montecatini di Spinetta Marengo, a 5 chilometri da Alessandria, perché non si meravigliasse della richiesta di un prete d’essere assunto nella grande fabbrica. Il direttore mi fece chiamare il giorno dell’assunzione. Mi disse: «Ho bisogno di manovali. Che sia prete o meno non mi interessa. Il suo titolo di studio non ha nessuna rilevanza nel settore chimico e, quindi, non è d’ostacolo. Però debbo dire alla commissione interna che ho assunto un prete affinché non pensino, venendo a saperlo oggi stesso per altre vie, che l’abbia voluto io stesso per scopi politici». Si alzò, mi dette la mano: «Da questo momento lei è l’operaio Luisito Bianchi che sarà assunto definitivamente dopo i quindici giorni di prova, se sarà positiva». Fu galantuomo.

Leggi tutto...

 

Oltre l'atterrito guardare: qual è la nostra parte?

12 novembre 2013

L'immane catastrofe di Tacloban

Cosa fare, ma ancora prima, cosa pensare... O forse nemmeno a pensare si riesce. Dove, come organizzare una riflessione? Forse più giù nella gola o dove si forma il magone, nel cuore, si riesce a muovere qualcosa che non sia solo un atterrito guardare. Cosa fare o pensare dinanzi alla immane catastrofe di Tacloban, dove cause naturali, inadempienze e disattenzioni portano morte e panico in mole così sterminata? Ci sono modi diversi di reagire. Ci sono modi diversi di affrontare quanto accade, specie quando accadono cose, come questa, nelle Filippine, che colpiscono l’attenzione di tutti. Sì, ci sono tanti modi. Ma quello più giusto è chiedersi: e ora quale è la mia parte? In questo teatro strano e drammatico che è il mondo quale è la mia parte?

Leggi tutto...

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Avanti > Fine >>

Pagina 3 di 142
Cerca nel sito
Visite
Oggi25
Questo Mese995
Totali (dal 15/01/2011)138668