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Chiesa

La dignità del corpo umano

10 novembre 2013

di

altL’antropologia cristiana, sotto l’ispirazione del Concilio Vaticano II, è di recente uscita da una lunghissima storia risalente ai tempi stessi nel Nuovo Testamento, durante la quale è invalsa una concezione dell’uomo la quale, pur riconoscendo il corpo come parte essenziale della natura umana, l’attenzione tuttavia i si concentrava in modo quasi esclusivo sull’anima, quasi che l’essere umano si risolvesse nella sola anima.

Questo sbilanciamento verso l’anima rispetto al corpo è documentato da diverse espressioni tradizionali, le quali ovviamente non sottendono necessariamente uno spiritualismo esagerato, soprattutto se si tratta del linguaggio dei Santi o della Bibbia o del Magistero; esse però sono significative di una certa mentalità, come per esempio quando si parlava di parroco “in cura  d’anime” o di una parrocchia di “5000 anime” o di “salvezza dell’anima”. Il discepolo di un maestro spirituale era semplicemente un’ “anima”.

Famosa è l’espressione di S.Giovanni Bosco, peraltro molto bella: “Da mihi animas, caetera tolle”. Lo stesso S.Tommaso nella Somma Teologica (I pars, qq.75 ss.) risolve il trattato dell’uomo in quello dell’anima, anche se la cosa è abbastanza giustificata in quanto, trattandosi di teologia, ciò che qui interessa è l’uomo come immagine di Dio, il che comporta un evidente riferimento all’anima.

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L’architettura della famiglia

del cardinale Angelo Bagnasco

La tenuta sociale dipende dalla solidità della famiglia, che deve sempre essere e sentirsi soggetto attivo e insostituibile. È indispensabile perciò un fisco a misura di famiglia, basato sul quoziente familiare.

Una società che non investe sulla famiglia non investe sul suo futuro e si limita, come spesso dobbiamo costatare, ad affrontare emergenze e allocare risorse senza un chiaro progetto. La dottrina sociale della Chiesa da sempre afferma che la famiglia va posta al centro delle politiche sociali, poiché rappresenta un perno per lo sviluppo, per il suo ruolo insostituibile nel generare e nel crescere la prole e per la partecipazione al mondo dell’economia e del lavoro: «Nulla è davvero garantito se a perdere è la famiglia; mentre ogni altra riforma, in modo diretto o indiretto, si avvantaggia se la famiglia prende quota» (A. Bagnasco, La porta stretta, Siena 2013, p. 385). Con il matrimonio, infatti, nasce un nuovo soggetto, stabilmente costituito, con doveri e diritti che lo Stato riconosce e per i quali si impegna con normative specifiche. La ragione essenziale di tale coinvolgimento giuridico sta nel fatto che in ogni famiglia è in causa il bene comune sul duplice versante della continuità e della tenuta del tessuto sociale. La tenuta sociale, infatti, non dipende in primo luogo dalle leggi, ma dalla solidità della famiglia aperta alla trasmissione della vita e prima palestra di legami, luogo privilegiato dove si apprendono, si sperimentano e si rigenerano.

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Il superfluo è un furto

San Francesco e l'elemosina

di Felice Accrocca

Alcuni recenti gesti di Papa Francesco hanno alimentato una riflessione sul senso dell'elemosina e sulla sua pratica nella vita della Chiesa.

altLa questione, in realtà, è sempre stata viva, perché aspetto essenziale del più ampio problema relativo al rapporto del cristiano con la ricchezza e i beni temporali, temi sui quali Gesù ha insistito con forza.

I Padri della Chiesa espressero la convinzione che Dio avesse destinato i beni della terra a tutti gli uomini, non solo ad alcuni; per questo, molti di loro ritennero che il superfluo dei pochi fosse stato in qualche modo sottratto alle necessità dei molti.

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La lavanda dei piedi, segno della donazione totale di Cristo - G. Ravasi

 

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"Chi ha fatto il bagno non ha bisogno

di lavarsi se non i piedi

ed è tutto puro.

Voi siete puri ma non tutti"

(Giovanni 13, 10)

Siamo nell’ultima sera della vita terrena di Gesù. In quella sala al piano superiore di una casa di Gerusalemme, detta poi “il Cenacolo”, Cristo ha compiuto a sorpresa un gesto che era vietato persino ai servi ebrei nei confronti dei loro padroni, essendo considerato troppo umiliante e quindi da riservare agli schiavi stranieri, cioè la lavanda dei piedi.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 07 Novembre 2013 20:25 )

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La cura dei poveri amore donato e predica silenziosa

05 Novembre 2013

di Maria Chiara Biagioni

TRIESTE/INCONTRO CCEE
 
"Testimoniare la fede attraverso la carità" è il titolo del convegno promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee e dal Pontificio Consiglio "Cor Unum" al quale stanno partecipando una cinquantina di vescovi e delegati responsabili delle attività caritative delle Chiese in Europa. Il cardinale Bagnasco: "Le parrocchie in Italia presidio fondamentale". I contributi dell’arcivescovo Giampaolo Crepaldi e del cardinale Robert Sarah
 
altSono molto più che raddoppiati, anzi sono “moltiplicati” gli interventi della Chiesa a favore delle persone che bussano alla porta delle parrocchie italiane per chiedere un aiuto, segno di “una crisi molto grande che persiste”. È il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a dare il polso concreto della situazione in cui vivono tante famiglie italiane a causa di una crisi che non cessa di mordere. Parla così l’arcivescovo di Genova ai giornalisti a margine di un incontro che si sta svolgendo a Trieste proprio sull’impegno delle Chiese europee per combattere le povertà. “Testimoniare la fede attraverso la carità”: è questo il titolo del convegno promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee e dal Pontificio Consiglio “Cor Unum” al quale stanno partecipando una cinquantina di vescovi e delegati responsabili delle attività caritative delle Chiese in Europa.

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