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Home Rassegna Stampa Chiesa P. Cantalamessa: Gesù non è un insieme di dogmi, è una persona vivente. Quarta predica di Quaresima

P. Cantalamessa: Gesù non è un insieme di dogmi, è una persona vivente. Quarta predica di Quaresima

04-04-2014

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Chi è Gesù Cristo e come avere un’idea chiara di lui che supporti la fede: di questo ha parlato padre Raniero Cantalamessa nella sua quarta predica di Quaresima, ascoltata dal Papa e dalla Curia nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico, in Vaticano. Il predicatore della Casa Pontificia ha sviluppato il tema seguendo gli insegnamenti di Leone Magno il cui pensiero cristologico è una pietra miliare nella Chiesa.

 

Il servizio di Tiziana Campisi:

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Gesù Cristo è Dio fattosi uomo, la natura divina e quella umana in Lui coesistono senza mescolanza né confusione, conservando ognuna le sue proprietà; è il Figlio di Dio – crocifisso e sepolto – ed anche il Figlio dell’uomo venuto dal cielo. Sono queste verità fondamentali che chiamiamo dogma cristologico; la Tradizione della Chiesa le ha elaborate nel tempo, San Leone Magno, che fu Papa nel V secolo, è stato il primo a sintetizzarle in un’unica formulazione che raccoglie le riflessioni teologiche d’oriente e d’occidente. Su queste certezze il cristiano deve fondare la propria fede, ha affermato padre Raniero Cantalamessa, e, con l’aiuto dello Spirito Santo, guardare poi Gesù come una persona:

“Purtroppo, Gesù, per molti è un personaggio, un insieme di dogmi, di dottrine, un’istituzione quasi. E invece è vitale – anche per l’evangelizzazione – che Gesù sia per noi una persona vivente”.

E allora occorre andare oltre:

“E’ possibile avere Gesù per amico, perché è risorto, è vivo, anche se spiritualmente, non fisicamente; ma questa presenza è più reale, infinitamente più reale di una presenza fisica o immaginaria”.

Per giungere a tutto questo è necessario, anche, non separare la figura di Gesù ricostruita dalla storia e dai documenti dal Cristo del dogma. E’ errato far spazio alla scienza razionale prescindendo dalla fede, e sono da scartare tutte quelle recenti ricostruzioni storiche su Gesù che escludono la verità pasquale.

Il predicatore della Casa Pontificia ha inoltre aggiunto che se "la ricerca sui Vangeli ... ci mostra come la storia” non può farci conoscere 'Gesù in sé’, mentre il dogma lo definisce ma solo con una formula, guardare a Gesù come persona significa “dire che è risorto, che vive, che mi sta davanti, che posso dargli del tu come lui mi dà del tu”.

Dunque la storia non basta, né sono sufficienti le enunciazioni teologiche, perché sarebbe come trovarsi di fronte ad una formula chimica, come quella dell’acqua ad esempio, che ce la fa conoscere composta da due molecole di idrogeno ed una di ossigeno, ma non ci fa vedere l’acqua che beviamo o nella quale nuotiamo. Non è però inutile la formula H2O, come non lo sono le formulazioni dogmatiche, ma è altro il modo per conoscere Gesù Cristo, ha precisato padre Cantalamessa:

“Raramente si pensa a Gesù come a un amico, perché nel subconscio predomina l’idea che: ‘Oh, questo Gesù, dopo la crocifissione, la risurrezione, è salito al cielo, tornerà nella sua gloria nell’ultimo giorno’. Cioè, è difficile, invece, sentirlo presente, con noi, che desidera con noi un rapporto”.

E narra il Vangelo di Giovanni, che Gesù stesso ha detto: “Vi ho chiamati amici perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio”.

 
 
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