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Spiritualità

Buon Anno

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Ogni società umana ha da sempre fondato la propria organizzazione anche sulla capacità di scandire il tempo e, misurandolo, ha inserito nel suo corso ricorrenze che hanno assunto significati laici e religiosi fondamentali. La misura del tempo rappresenta uno dei modi in cui le civiltà hanno saputo rappresentare e raccontare se stesse, trovando un’identità storica. La ricorrenza del passaggio da un anno all’altro è un momento celebrato, con riti diversi, da tutti i popoli. Nel mondo cristiano, ad esempio, il canto del Te Deum è un simbolo di raccoglimento collettivo e di auspicio purificatore e rigenerativo nel segno della parola del Signore.

L’arrivo del 2013 indica la fine di un percorso e l’apertura di un altro: questo passaggio ci accomuna tutti, come collettività laica e come ecclesia spirituale. Il rito è parte integrante del nostro vivere sociale. Ma il rito esiste anche nella nostra interiorità: incarna una riscoperta intima e un rinnovamento di sentimenti, di valori, di ideali, di progetti e di slanci che l’anima ritempra e vivifica. Nel nostro cuore c’è un ascolto sottilissimo che unisce il tempo esteriore a quello interiore e ci rende consapevoli delle novità che agiscono fuori di noi e dentro di noi. Il tempo del nostro cuore è come un segreto dolcissimo che, però, spesso ci spaventa, perché rappresenta l’incontro disarmato con il male e con il bene della nostra fragile umanità.

Ascoltiamo, in questo 2013, il tempo del nostro cuore e apriamo il suo mistero attraverso l’amore. Sia la fraternità il nostro regno. Nel 2013 rendiamo parte di noi stessi la carità e la pace, per testimoniarle come le radici più preziose dell’anima umana, della fede e della storia.      

 Auguri per un 2013 di pace e bene

Chiesa del Convento di Farneto

Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Gennaio 2013 20:06 )

 

Buon Natale

 

Lorenzo Lotto, 1523Quale significato ha il Natale? Celebriamo la Nascita di Gesù e ci ricongiungiamo a Dio fattosi uomo e parte della nostra vita per illuminarla di luce eterna, di pace e di verità. Celebriamo la Nascita del Figlio di Dio, il miracolo dell’Incarnazione, il Bambino che viene al mondo come una gemma terrestre e celeste.

La Nascita e l’Incarnazione hanno una forza incredibile: la nostra umanità può concepirle attraverso la comunione tra il nostro essere uomini e Dio, tra la nostra materia e l’infinito, senza considerare spesso quale potenza abbia davvero l’incontro tra la materia e l’infinito.

Il Natale è la festa di Dio per l’uomo e per il mondo, è la festa della Vita.

Nel Salmo 85 leggiamo: «Amore e verità s'incontreranno, / giustizia e pace si baceranno. // Verità germoglierà dalla terra / e giustizia si affaccerà dal cielo» (11-12). Il Natale celebra l’incontro e la congiunzione tra un’ascensione terreste e una discesa celeste, tra la nascita della Verità che fiorisce dalla nostra materia mortale e si fa tutt’uno con l’avvento della Giustizia e della Pace di Dio.

Il Bambino è la gioia di tutto il creato che sorride nell’incontro, nel bacio tra il mistero terrestre e il mistero divino che splendono congiunti. La fede trova beatificazione e verità.

Gli Auguri di buon Natale sono allora l’invito a riconoscere e testimoniare questo incontro attraverso il nostro amore. I doni che caratterizzano la tradizione natalizia ne sono il simbolo : l’offerta unisce chi dona e chi riceve in una comunione che realizza, nelle nostre case, la stessa comunione tra terra e cielo.

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Merry Christmas

What is the significance of Christmas? It is the celebration of the birth of Christ. We gather together in honour of God's creation of mankind, and we gather to illuminate our lives with eternal life, eternal peace and truth. We celebrate the birth of the Son of God, the miracle of the Incarnation, and the Child that came to the world as a jewel both terrestrial and celestial.

The Birth and the Incarnation together have an incredible force upon us: our humanity manifests with our communion with the Lord, and between matter and infinity, disregarding any boundary that might exist between the two.

Christmas is the festival of God, and it is the festival of Life.

In Psalm 85 is read: «Love and Truth will convene, / Justice and Peace will embrace. // Truth will emerge from Earth / and Justice will look down upon us from Heaven» (11-12). Christmas celebrates the meeting and communion between the terrestrial ascension and the celestial descent, and the birth of Truth which flourishes. From our own mortal matter, and with the advent of the Justice and Peace of God, the universal whole is made.

The Child is the Glory of the whole Creation that smiles in the meeting and embrace between the terrestrial and divine mystery that, resplendent, is united. And faith thus finds beatification and truth.

Christmas greetings are therefore the invitation to recognise and witness this communion of our collective love. The gifts that characterise the nativity tradition are its own symbols: the offering unites those who give and those who receive in the very communion that realises, in our houses, the communion between Earth and Heaven.

 

Caravaggio, 1609

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Dicembre 2012 22:48 )

 

Buona Pasqua

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In questa Pasqua il nostro pensiero va al valore della parola Resurrezione: l’esempio di Cristo che sorge-di-nuovo, vincendo ogni limite terrestre e contingente tra la vita e la morte rendendole parte di un solo esserci nello spirito, porta con sé l’invito a pensare la Resurrezione anche come una rinascita di ognuno di noi nello spazio quotidiano della propria vita.

Rinascere significa riconsiderare il nostro modo di pensare, di agire, di stare con gli altri alla luce di una ricerca che si spinga oltre gli obiettivi mondani, o meglio significa reinterpretare gli obiettivi terreni alla luce di un significato che li trascenda e che ci apra verso Dio.

Incontrare Dio in questa rinascita vuol dire conoscere la Passione, la Pasqua nel suo senso più autentico: quel travaglio spirituale in cui si incontrano le luci e le ombre della vita, fino a superarle nell’intuizione che in Cristo, e nell’esempio della sua morte e resurrezione, ogni limite è superato, ogni assoluto umano è vinto dalla Grazia.

L’uomo rinasce quando conosce la passione perché vede che il mondo reale è limitato e non si esaurisce mai in se stesso, percepisce il baratro della finitudine e del male che non gli pare superabile. La Pasqua di Cristo ci insegna l’esperienza di una vittoria, di una rinascita e di una forza i cui germi sono anche in ognuno di noi.

Buona Pasqua!      

Ultimo aggiornamento ( Sabato 30 Marzo 2013 17:11 )

 

Le beatitudini dei giovani

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Beati quei ragazzi e quelle ragazze che fanno della volontà di Dio il loro progetto di vita, perché essi saranno veramente liberi.

Beati quei ragazzi e quelle ragazze che decidono il loro futuro pregando, ascoltando, consultando, perché troveranno la strada per realizzarlo.

Beati quegli uomini e donne, quei giovani e bambini che di tutto quanto hanno sanno fare a metà con chi non ha, perché saranno felici il doppio.

Beati quegli uomini e quelle donne che hanno nostalgia di purezza, perché Dio ridonerà loro un cuore puro di fanciulli.

Beati quei ragazzi e quelle ragazze che sanno dare gradualità alla loro vita, vivendo l’amicizia, poi il fidanzamento nella purezza, preparandosi e in attesa del sigillo nuziale che Dio metterà sul loro amore.

Beati quei ragazzi e quelle ragazze che Gesù riserverà per sé, chiamandoli a un cuore grande, a un amore per tutti, a consacrarsi per la salvezza del mondo.

Beati quei ragazzi e quelle ragazze, la cui vita non si imporrà a nessuno, ma attrarranno tutti con la bellezza delle loro azioni e la verità delle loro parole.

Beati quei giovani che sanno vedere Dio in ogni frammento di verità e di bellezza, di bontà e di amore, in ogni volto anche il più sfigurato, perché si stanno preparando a contemplare il volto di Dio.

Beata la Chiesa e il mondo che può contare su questi giovani, perché Dio farà cose grandi con loro.

fra Giancarlo Rosati, ofm

Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Gennaio 2012 19:59 )

 

La Porziuncola

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La Basilica di Santa Maria degli Angeli racchiude un mysterium che riesce a vincere anche la forza di emozioni procurate dalla vista di molte cosiddette “meraviglie del mondo”. Chi si affanna a cercare sensazioni spettacolari da un continente all’altro, dovrebbe – se non ha avuto ancora occasione di farloentrare in Santa Maria durante una serata estiva, mentre il coro dei frati intona canti di veglia. L’ampio spazio della chiesa sembra perdere consistenza: non c’è luce se non per la Porziuncola, al centro, illuminata con una grazia tale che sembra smaterializzarla dalla dimensione terrena. Chi avanza si  sente esploratore e pellegrino, non riconosce altro se non le armoniche dei canti e la presenza di Francesco che inonda il cuore. L’autenticità, la freschezza, la chiamata a Dio e da Dio incoraggiano a un silenzio di ascolto e incontro. Allora, ogni cosa intorno apparirà buia e vuota: lo spettacolo della Porziuncola sembrerà lo specchio del nostro spirito. Lo spettacolo più sublime non stordisce, ma eleva.    

Ultimo aggiornamento ( Sabato 31 Dicembre 2011 16:42 )

 
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