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Home Convento di Farneto fra Giancarlo Rosati "Solo la povertà può sconfiggere la miseria"

"Solo la povertà può sconfiggere la miseria"

 

Cosa ci resta? Cosa sperare? Dove poggiare il cuore? Che fare? Solo respingere i poveri? E’ arido e smarrito anche il cuore.

“Neppure il primo verso /addentra /nella involucrata paura /dei giorni, questi, /densa. /Non osiamo /guardarci negli occhi, /ci vergogniamo /d’ essere uomini /in esilio /dalla vicinanza /della terra” (Anonimo).

Come cristiani sappiamo bene che Dio ha dato la terra a tutti i suoi figli. Egli non ha messo reticolati a protezione di “giardini” di benessere per pochi, lasciando i molti a sopravvivere o morire in aridi deserti. Finché ci sarà benessere solo per pochi, i molti che ne sono fuori tenteranno di scavalcare i reticolati, siano essi muri o mari, di natura culturale, politica o religiosa. E chi potrà impedire loro l’ accesso alla speranza di vita e a un futuro dignitoso per le loro famiglie? L’egoismo di pochi innalza muri e reticolati, che sono destinati ad essere abbattuti, a volte anche in modo violento, perché solo la condivisione e la solidarietà costruiscono giustizia e pace per tutti. Certo è fin troppo facile parlare così. Eppure bisogna dire che la causa di tante guerre e miserie non sta nella mancanza di risorse o nella paventata crescita della popolazione mondiale, ma nell’egoismo che divide e chiude il cuore a chi è svantaggiato. Non mancano oggi i mezzi tecnici per creare condizioni di vita dignitosa per tutti, cosicché ciascuno possa vivere bene ovunque, specialmente nel proprio Paese e cultura. Soluzione è una vita sobria, di chi finalmente ha capito la centralità della dimensione spirituale dell’uomo, alla quale i beni materiali sono solo funzionali. “Solo la povertà può sconfiggere la miseria”. Povertà, intesa come sobrietà di vita e accentuazione della vera ricchezza, quella dello spirito, è un valore proposto e vissuto da Gesù ed è divenuta la condizione di vita di san Francesco di Assisi, per esempio. “L’ accettazione della povertà, come modo di vita semplice, solidale e gioioso, permetterebbe alla potenza interiore di ciascuno di sconfiggere ogni forma di miseria” (Majid Rahnenna, Jean Robert, La potenza dei poveri, Jaca Book, Milano 2010, pag. 32s). Una povertà così intesa è ricca di saperi, di relazioni fraterne, di tradizioni, di contatto e rispetto per la natura che assicura l’ alimento, di spontanea e naturale apertura alla trascendenza, di venerazione del mistero della vita… Dovrebbe essere vergogna per chi si auto-esilia nel benessere ascoltare il grido di chi sopravvive nella miseria o addirittura muore di stenti. Non la povertà, ma è piuttosto la ricchezza di pochi individui o pochi Paesi a produrre la violazione dei diritti umani e la miseria di molti individui e Paesi.

Fr. Giancarlo Rosati ofm

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Novembre 2011 23:59 )

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