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Frate Alessandro, la voce della gioia

13 novembre 2013

di Federico Scoppio

Con il suo disco inciso per la Decca, ha conquistato pure gli americani. Ora ne ha pronto un altro di canti natalizi ma, in attesa di partire per gli Stati Uniti, dice: "Sono davvero felice solo in convento".

La copertina del disco di Frate AlessandroUna storia incredibile, quella di Frate Alessandro, il francescano di Assisi che poco più di un anno fa conquistò un bel po’ di gloria per la sua dote particolare: il canto. Un’espressione di felicità e gioia, che il piccolo frate ha saputo condensare perfettamente in un primo disco, La voce di Assisi che, firmato per una casa discografica importante come la Decca, ha avuto un gran successo. A breve arriverà anche il suo secondo disco, Voice of Joy: «È un disco natalizio, contiene brani più o meno conosciuti», ci racconta Frate Alessandro. «Ci sono Tu scendi dalle stelle, l’Ave Maria, ma anche un repertorio meno conosciuto, come Veni Veni Emmanul, O Tannembaum e arie classiche non propriamente natalizie. Una babilonia (ride, ndr) perché canto in sette lingue: latino, italiano, spagnolo, inglese, francese, tedesco e svedese».

Frate Alessandro, come ha vissuto questo ultimo anno?

"È stato un anno sconvolgente. E' cambiato il modo di vivere, sono entrato nella vera ottica della missione francescana perché, come prevede il nostro ordine,  ho potuto andare a predicare il Vangelo in giro per il mondo. Sono stato via per diversi mesi dal convento,  ho incontrato molta gente e  ho ricevuto molte richieste di preghiera. E poi ho vissuto in una ricerca di equilibrio continuo la vita di tutti i giorni e l’approccio con i mass media, con gli organizzatori, la casa discografica, cose impensabili per me fino a qualche tempo fa. Quando ero fuori Assisi giravo al massimo nei conventi e nelle canoniche".

I suoi confratelli l’hanno appoggiata?

"Ne abbiamo discusso molto, non ci sono mai stati contrasti. Abbiamo valutato rischi e pericoli in un clima sempre molto disteso. Al nostro interno, nella comunità, ci sono stati scontri ben più crudi, invece per la mia passione mi hanno aiutato molto. Ho ricevuto diverse critiche soprattutto dall’esterno".

 La più grande soddisfazione di questo anno?

"Non ho mai desiderato soddisfazioni, se non quelle che vengono dal lavoro di restauro, da una bella liturgia e da una preghiera insieme agli altri frati.

 Il 4 ottobre ad Assisi è venuto in visita papa Francesco. Com’è andata?

"Sì, ha salutato tutti i frati, ci siamo scambiati un ricordo in preghiera e qualche battuta simpatica. Per me è un grande regalo del Signore. Lui e Benedetto XVI sono in continuità. Mi dispiace quando si fanno paragoni tra i due Papi. Papa Francesco ha questo grande slancio comunicativo che ci riporta molto all’essenziale. Come San Francesco ci restituisce alla gioia, la felicità. Questo nome è una vocazione che sta portando avanti".

A breve andrà a cantare negli Stati uniti, è contento?

"Per ora sono spaventato: sarà un viaggio molto lungo: è uno sconvolgimento per me, sono molto casalingo".

Cosa le piace di più del contatto con il pubblico?

"Ogni volta che sono sul palco è come se fosse la prima. Mi commuove molto lo sguardo della gente, leggo la sofferenza, la difficoltà, come anche la gioia, poi con la musica si entra in un altro mondo, se non lo si prova non lo si può capire".

Un sogno?

"Chiamare ad Assisi, per un grande incontro, gruppi di musica cristiana per testimoniare e fare della bella musica insieme".

 

Tratto da: http://www.famigliacristiana.it/articolo/frate.aspx

 

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