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Home Convento di Farneto Bacheca Il responsabile della Caritas di Assisi: i nostri poveri aspettano con speranza Papa Francesco

Il responsabile della Caritas di Assisi: i nostri poveri aspettano con speranza Papa Francesco

01/10/2013

I poveri, motivo di fondo della scelta del nome Francesco, da parte di Papa Bergoglio, segneranno anche fortemente la visita ad Assisi venerdì 4 ottobre. Il Pontefice incontrerà un gruppo di poveri assistiti dalle 8 Caritas diocesane, al vescovado, nella stanza della spoliazione dove San Francesco rinunciò ai beni paterni per consacrarsi a Dio; poi pranzerà tra i senza fissa dimora del Centro Caritas vicino la stazione. Ma quali sono i volti della povertà in Umbria? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a padre Vittorio Viola responsabile diocesano della Caritas, che accoglierà il Papa alla mensa:

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altR. – C’è il volto della povertà un po’ di sempre, di chi sceglie la strada come casa; ma c’è anche il volto nuovo di chi ha perso il lavoro e con il lavoro spesso anche la proprio dignità. Un recente studio individua in Umbria circa 36 mila famiglie povere, di cui poco più di 6 mila sotto la soglia della povertà.

D. – Com’è la realtà? Quante persone passano e come le riuscite ad aiutare?

R. – Questo è un centro di prima accoglienza, quindi per periodi brevi. Ha una disponibilità di circa 20 posti letto e c’è anche una mensa: normalmente, ogni giorno, a pranzo e a cena, dalle 25 alle 30 persone si fermano. E’ significativo il fatto che questo centro di prima accoglienza sia accanto alla stazione di Assisi, perché per molti anche solo dire “Vado ad Assisi”, è veramente la ricerca che va oltre un aiuto materiale, quasi la ricerca di quella pace che faticano a trovare. Per molti c’è anche questa richiesta, di una parola di speranza.

D. – Il Papa ha scelto di pranzare qui. Questo che eco ha avuto?

R. – La prima reazione certamente è quella di sorpresa. Poi devo dire che un po’ in tutti è sembrato quasi naturale, per quello che in questi mesi lui ci ha detto con le sue parole e con i gesti che fa. Per cui, subito dopo la sorpresa, era come sentirlo uno di casa. E verrà accolto così: nella semplicità che lui stesso ha fortemente voluto.

D. – Guardando il programma di questa visita, che idea si è fatto, che segno può lasciare o si augura che possa lasciare?

R. – Parole e gesti forti, come ci ha abituato Papa Francesco in questi mesi. Una delle prime sue parole: “Una Chiesa povera per i poveri”. Le opere della carità come concretezza, solidarietà, lo stare accanto, il difendere. E’ una parola che dobbiamo saper tradurre anche in scelte di politiche sociali che partano da questa considerazione della dignità dell’uomo e della fatica di questo momento. Credo che vada poi a toccare non solo uno stile di essere Chiesa, ma anche il modo di fare pastorale; un coinvolgimento di tutta la comunità. La carità è comandamento dell’amore, a cui tutti siamo chiamati.

D. – Il Papa incontra i poveri in due momenti: chi saranno questi “protagonisti”?

R. – Sono presenti i direttori delle 8 Caritas diocesane dell’Umbria, con una rappresentanza di diversi volti della povertà: è povertà la disoccupazione; è povertà l’aver perso casa; è povertà anche la malattia e la malattia mentale in particolare. Ci saranno anche due fratelli che vivono in carcere; e fratelli e sorelle di altre case di accoglienza della Caritas regionale. Quindi saranno presenti anche queste realtà davanti al Papa che – ha già accennato – vorrà dirci come si deve spogliare la Chiesa. Questo detto di fronte a chi è stato spogliato dalla vita e stando accanto a chi vive questa fatica, è una parola che sicuramente scuoterà.

D. – Perché San Francesco ha scelto Madonna Povertà come sposa?

R. – Tutti i gesti di Francesco, soprattutto quelli più radicali, hanno sempre come unica motivazione Gesù Cristo e nient’altro che lui. Quindi non è la ricerca ideologica della povertà, di contestazione: è implicita la contestazione. La scelta è la povertà di Gesù Cristo; è la sposa che Gesù Cristo ha scelto Madonna Povertà, morendo, povero e nudo, sulla Croce. E Francesco che ha questo incontro con il Cristo Vivo di San Damiano, che gli parla, gli mette nel cuore il desiderio di conformarsi in tutto a Lui. Da quel momento la Passione di Gesù Cristo gli si è impressa nel cuore, ancor prima che con i segni delle stimmate. Quindi per Francesco è Cristo povero e Crocifisso: questa è la povertà che lui vuole e non poter vivere qualcosa di diverso da ciò che Gesù Cristo ha vissuto.

 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Ottobre 2013 18:03 )

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