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Storia

La storia di Colombella è legata al suo ruolo di avamposto stanziale lungo la via di comunicazione tra le città di Perugia e Gubbio. La documentazione storica, infatti, fornisce le prove della presenza di una località chiamata Culumnella, voce latina riferita a una piccola stele segnaletica eretta lungo l’antica via Eugubina, da cui deriva il nome attuale del paese. Uno dei primi testi in cui è menzionato il termine culumnella è il diploma concesso da Federico Barbarossa al vescovo di Perugia Giovanni e all’arciprete di S. Lorenzo Bertraimo, datato 13 novembre 1163: attraverso questo documento si comprende come il ruolo della località fosse condizionato, fin dall’età medievale, da un sistema di forze avverse che se ne contesero il possesso. Nell’alto medioevo l’insediamento sorto intorno all’antica culumnella, venne ampliato con la costruzione di una fortezza (castrum Columellae), situata sulla parte più alta del territorio e munita di una cinta muraria, le cui tracce sono visibili tutt’oggi, dopo l’adattamento a dimora signorile nel XIV secolo. Gli scontri per la conquista di questa roccaforte si protrassero fino al rinascimento, ed ebbero termine solo nel 1495, quando due membri della famiglia perugina dei Baglioni, Giovan Paolo e Simonetto, se ne impossessarono. La storia di Colombella, tuttavia, non è legata solo alla fortezza, ma anche alla sua chiesa, attorno alla quale gravitava una rete di altri edifici religiosi, come la chiesa di S. Paterniano, quella di S. Clemente, la Madonna della Purità e la Mater Consolationis, annessa alla villa edificata sulla sede dell’antico castello; a questi va aggiunto il convento di Farneto, donato a S. Francesco e ai suoi frati nel 1218 dai monaci benedettini dell’abazia di S. Giustino. L’antica chiesa, menzionata anch’essa nel diploma di Federico Barbarossa del 1163, era situata vicino al castello e fu completamente riedificata tra il 1859 e il 1867, dopo un accordo tra il marchese Lodovico Florenzi e il futuro papa Leone XIII, sul progetto dell’architetto Piero Guidi: ne risultò un edificio dall’imponente ordine architettonico, strutturato in una navata principale e due minori, da questa separate, sormontato da una volta a tutto sesto che, all’incrocio delle tre navate, si innalza a cupola ellittica, e con un'abside decorata dal maestro Giustino Cristofani, che vi riprodusse l’Annunciazione del Pinturicchio affrescata nella cappella Baglioni di Spello. Chiesa e castello rappresentano, dunque, gli edifici simbolici attraverso cui ricostruire il passato di Colombella. In particolare, va segnalata la loro rilevanza nella seconda metà del XIX secolo, quando vengono intrapresi i lavori di ricostruzione della chiesa e quando si succedono, nella proprietà della villa, due figure femminili determinanti per il prestigio e per le opere di cui resero beneficiaria la località: Marianna Florenzi (1802-1870) e Caterina Bonucci (1870-1956). La contessa Marianna Bacinetti, moglie del marchese Ettore Florenzi, fu nota per i suoi interessi letterari e filosofici, soprattutto per i saggi su Schelling e Hegel, apprezzati anche da Croce, e per la rete di conoscenze internazionali, tra cui anche quella con Ludovico di Baviera, che spesso soggiornò presso la villa; Caterina Sereni, sposa di Lucio Bonucci, la cui famiglia era proprietaria di un lanificio nei pressi di Perugia, subentrò nella proprietà nel 1906, e rimasta presto vedova, fu impegnata tutta la vita in opere di beneficenza: già nel 1917 aveva acquistato la chiesa della Madonna della Purità e l’aveva donata alla parrocchia di Colombella; si impegnò quindi nella costruzione di asili, e contribuì, con varie donazioni, a sostenere ordini religiosi, come quello dei padri Barnabiti del Gesù, e all’abbellimento della chiesa parrocchiale. Il figlio adottivo, conte Pier Francesco Piccolomini, vendette la villa all’Università per Stranieri di Perugia, che inaugurò l’attività didattica nel 1981. Oggi la villa è sede del Centro UNESCO per il Programma di Valutazione Mondiale delle Acque (UN-WWAP).

 

(Le informazioni storiche sono tratte dai seguenti testi: Don Francesco Riccieri, Santa Maria della Colombella. Appunti storici, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1924; Giuseppe Donati, Daniele Paparelli, Italia di paese. Umbria minore: Colombella, Stampa in proprio e distribuzione presso FOTOFILM PIDI Colombella, 1989)                   

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Aprile 2011 16:59 )

 


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