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Don Franco

Saluto a don Franco


21 luglio 2012

Caro don Franco, ti ringraziamo per i valori umani, cristiani e sociali che hai saputo trasmetterci,      per averci sempre accolti come un fratello, per averci sostenuto nella fede, nella speranza e nella carità, per averci educato all’ascolto della Parola, per averci aiutato a vivere nella ricerca dell’amore di Dio e del prossimo.

Ci mancherà il tuo modo semplice, schietto e diretto di relazionarti, la disponibilità all’ascolto e al dialogo, la discrezione, il sostegno e la correzione fraterna delle nostre debolezze.

Solo quando qualcuno non è più vicino a noi ci accorgiamo di quanto sia importante, ci rendiamo conto del triste vuoto lasciato.

Chiediamo scusa se talvolta non abbiamo compreso, o forse osteggiato, i tuoi messaggi, ma «se un prete non ha nemici, non è un prete» perché, come Gesù, deve essere anche «segno di contraddizione».

Apprezziamo la tua fermezza nell’opporti ai compromessi, nell’irrompere nelle coscienze cercando di comprendere e far comprendere il bene e il male, la verità e la menzogna, l’amore e l’egoismo, il servire e non il servirsi del Vangelo.

Preghiamo il Signore di illuminarti e di darti la forza per intraprendere il nuovo, difficile ministero pastorale a cui sei stato chiamato.

Caro don Franco, ti vogliamo bene, e la lontananza non potrà fugare quei sentimenti di stima e di affetto che nutriamo nei tuoi confronti. Vieni a trovarci, ti accoglieremo sempre con grande gioia.

I tuoi parrocchiani


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Luglio 2012 00:11 )

 

Don Franco Bucarini racconta la sua Africa


09 marzo 2012

L’esperienza del direttore dell’ufficio Missioni a Bonoua in Costa d’Avorio

alt"Tornare in Costa d’Avorio per me è stato un momento bellissimo. Ce l’ho nel cuore, e volevo rivedere i luoghi che avevo lasciato, i frutti che sono nati”. Don Franco Bucarini, parroco di Colombella e Santa Petronilla, nonché neo direttore diocesano dell’Ufficio per le missioni e la cooperazione tra le Chiese, nel gennaio scorso è tornato per un mese a Bonoua (Costa d’Avorio), una cinquantina di chilometri dalla capitale Abidjan, dove nel 1971 i figli di don Orione hanno fondato una missione. “Il mio primo viaggio in Costa d’Avorio risale all’81 – ricorda don Franco - quando fui mandato a Bonoua dalla comunità di don Orione di Genova di cui facevo parte. Lì la Fondazione Don Orione aveva realizzato un centro per handicappati e un ospedale con tutti i servizi di analisi e radioterapia e una scuola professionale. Mi dovevo occupare della gestione della scuola e qualche tempo dopo anche del centro per handicappati”. In Costa d’Avorio sono centinaia di migliaia i bambini colpiti dalla poliomelite, “bambini spesso emarginati dalla comunità ivoriana e dalle famiglie stesse - sottolinea. - In questo centro vengono accolti, curati e forniti di protesi così che possano avere la possibilità di diventare autosufficienti. L’anno scorso sono stati accolti e trattati 1.256 bambini”. Con il tempo il Centro si è dotato anche di una struttura di oftalmologia e odontoiatria. Un centro medico con 120 dipendenti, tra cui diversi medici e paramedici. Attualmente responsabile del centro è don Riccardo Zagaria. E poi c’è il villaggio di accoglienza per tutti coloro che arrivano da lontano e hanno bisogno di fermarsi per qualche giorno. Presso la scuola tecnica è stato creato anche un laboratorio di formazione professionale per meccanici e gommisti con annessa officina nella quale vengono svolti servizi al pubblico. I ragazzi disabili sono impegnati nell’apprendimento e nelle attività lavorative, come cucito e Batik. È in questo centro che è nata la vocazione del primo sacerdote orionino africano, padre Raymond Ahoua, oggi vescovo della diocesi di Grand Bassam, di cui fa parte Bonoua “È un grande amico di gioventù - ricorda don Franco. - Qualche tempo fa l’abbiamo ospitato a Colombella, dove ha amministrato la cresima. Con la nostra parrocchia ci teniamo sempre in contatto e non facciamo mancare il nostro piccolo sostegno... Tornare per me è stato molto importante. Vedere quanto è stato fatto, i risultati ottenuti. Ma ciò che mi ha colpito di più è stato trovare una comunità e una Chiesa viva, impegnata – ricorda don Franco. – Il 15 gennaio ho celebrato la messa del mattino, alle 7.15, in parrocchia, con 2.500 fedeli! Una celebrazione di due ore, allietata dal canto della corale. E poi gli abbracci, i saluti, l’incontro con le altre comunità vicine servite dal nostro Centro. È stata una vera gioia incontrare tanti volti amici e grati di quanto fatto per loro”. Don Franco è da sei anni a Perugia. In gioventù, dopo la formazione con la comunità di don Orione, è tornato a Perugia per l’ordinazione sacerdotale avvenuta a Bastia il 1° maggio 1971. Poi ha girato un po’ per l’Italia: ha passato 12 anni a Genova nel Villaggio della carità di don Luigi Orione per disabili, poi un periodo in Francia e infine in Africa.

Manuela Acito

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Tratto da: http://www.lavoce.it/articoli/20120309511.asp

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Luglio 2012 00:25 )

 


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